Omero è Immortale
Ovvero: Sull'inviolabilità e l'inalterabilità dei poemi omerci
Quando la RAI era un ente degno di questo nome, produceva sceneggiati veramente belli come “Sandokan”. Ma la punta di diamante della sua produzione di quegli anni, fu proprio l’Odissea. Ulisse interpretato da Bekim Fehmiu e Penelope interpretata da Irene Papas, sono rimasti indelebili nella mente di chi ha apprezzato quello sceneggiato. Sceneggiato che risulta ormai qualcosa di irripetibile.
Ogni puntata era introdotta dal poeta Giuseppe Ungaretti, che leggeva versi dell’Odissea in traduzione italiana.
Ancora oggi è considerata una delle migliori trasposizioni audiovisive dell’Odissea mai realizzate. Su forum e comunità dedicate alla mitologia greca viene spesso definita la versione più autentica e “omerica”. Per molti italiani degli anni ’60 e ’70, il volto di Ulisse divenne quello di Bekim Fehmiu. La serie fu replicata più volte dalla RAI nei decenni successivi e contribuì enormemente alla diffusione dei classici greci presso il grande pubblico.
Gli effetti speciali furono realizzati anche da Carlo Rambaldi, che anni dopo avrebbe lavorato a E.T. e Alien.L’episodio di Polifemo, diretto da Mario Bava, è ancora oggi considerato uno dei momenti più impressionanti della televisione italiana anni ’60.
Le produzioni Hollywoodiane moderne, a partire da Troy fino ad arrivare all’ultima di Nolan, non si avvicinano minimamente al pathos e all’accuratezza di questo capolavoro nostrano. Non c’è molto da aggiungere sull’argomento.
Omero è immortale e questa sua immortalità ha ispirato generazioni su generazioni. Essendo una delle colonne portanti della cultura occidentale il suo essere ogetto delle attenzioni della frangia estremista woke che ancora detenie il potere a Hollywood, non deve stupire. Per abbattere o piegare un qualcosa bisogna distruggerne le basi o mistificarle fino a renderle irriconoscibili. Questo anche in funzione della futura manipolazione delle nuove generazioni.
Lupita Nyong'o, che interpreta Elena di Sparta nel nuovo film di Nolan, ha dichiarato di non aver letto l'Odissea e ha chiesto perché Omero non abbia dato più spazio alle donne…
L’ignobile conglomerato mediatico a cui fanno capo le moderne produzioni cinematografiche è impotente di fronte all’immenso potere culturale dei poemi omerici. Per questo deve assolutamente tentare di assoggettarlo e renderlo “fluido” e politicamente corretto. Non sia mai che un qualcosa capace di svegliare le coscienze sia lasciato intatto dall’onda anomala del pensiero unico.
Il “blackwashing” e il casting assurdo del film è solo la punta dell’Iceberg ed è studiato a tavolino per generare polemiche divisive sul web, dove i toni stanno diventando feroci.Forse potrete vedere un nesso con i recenti adattamenti delle opere di Tolkien…
Sul web in questi giorni è in corso una tempesta di post contro e a favore del film di Nolan, il quale secondo alcuni, essendo americano, non ha la nostra stessa venerazione per i poemi omerici. Si sa che quando qualcosa o qualcuno diventano indifendibili, si passa al creare questo tipo di giustificazioni. Ma le balle sul web si smontano tanto facilmente quanto si creano e la favoletta degli americani che non percepiscono Omero come noi viene subito distrutta facendo una breve ricerca :
Ecco un elenco di alcuni americani illustri che hanno espresso una forte ammirazione per le opere di Omero, in particolare l’Iliade e l’Odissea.
Thomas Jefferson
Considerava i classici greci fondamentali per la formazione intellettuale.
Possedeva diverse edizioni di Omero nella sua biblioteca personale e incoraggiava lo studio del greco antico.
John Adams
Leggeva frequentemente i classici greci.
Nelle sue lettere cita Omero come modello di saggezza e di comprensione della natura umana.
Theodore Roosevelt
Era un appassionato lettore dell’Iliade.
Ammirava gli ideali di coraggio, disciplina e leadership incarnati dagli eroi omerici.
General George S. Patton
Portava spesso con sé una copia dell’Iliade.
Si identificava con figure come Achille e riteneva che il poema contenesse lezioni senza tempo sulla guerra.
Ralph Waldo Emerson
Ammirava Omero come il più grande poeta epico.
Nei suoi saggi lo cita come esempio della capacità dell’arte di cogliere l’universale.
Henry David Thoreau
Lesse Omero sia in traduzione sia in greco.
Riteneva che i poemi omerici fossero una lettura indispensabile per chi cercava una formazione spirituale e morale.
Herman Melville
L’influenza di Omero è evidente in Moby-Dick.
Ammirava l’ampiezza epica e la costruzione narrativa dei poemi omerici.
Ezra Pound
Studiò profondamente Omero e ne trasse ispirazione per la propria poetica.
Considerava i poemi omerici uno dei fondamenti della letteratura occidentale.
Robert Fitzgerald
Realizzò due delle più celebri traduzioni inglesi moderne dell’Iliade e dell’Odissea.
Il suo lavoro contribuì a diffondere Omero negli Stati Uniti.
Emily Wilson
Pur essendo nata nel Regno Unito, ha costruito gran parte della sua carriera accademica negli Stati Uniti.
La sua traduzione dell’Odissea ha avuto un enorme impatto culturale nel pubblico americano contemporaneo.
Jacqueline de Romilly
Non è americana, ma vale la pena menzionarla perché ha influenzato profondamente gli studi classici anche negli Stati Uniti attraverso i suoi lavori su Omero.
Tra i leader militari e politici
Molti ufficiali delle accademie militari statunitensi hanno studiato l’Iliade come testo sulla leadership e sulla guerra. Tra gli estimatori più noti figurano:
Douglas MacArthur
James Mattis, grande lettore di storia militare e dei classici.
Tra gli scrittori
Oltre ai nomi già citati, anche:
William Faulkner
Robert Penn Warren
Madeline Miller (autrice contemporanea ispirata ai miti omerici)
hanno riconosciuto il debito della loro opera verso Omero.
Nel complesso, l’influenza di Omero negli Stati Uniti è stata particolarmente forte tra i Padri fondatori, gli intellettuali trascendentalisti, gli scrittori del XIX e XX secolo e diversi importanti leader militari, che hanno visto nell’Iliade e nell’Odissea non solo capolavori letterari, ma anche opere ricche di riflessioni su politica, etica, leadership e natura umana.





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